Mercoledì, 23 Settembre 2020

Le stampanti ad aghi dello Stato sono dure a morire

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Avevamo scritto settimana scorsa dell'assurda burocrazia celata dietro dei banalissimi certificati di morte, esplosa durante l'emergenza Covid: http://www.ilmilano.org/attualita/morire-in-triplice-copia-su-una-stampante-ad-aghi-326. L'emendamento in discussione al Senato è andato male, le stampanti ad aghi e la burocrazia hanno vinto ancora. Il Governo ha detto niet con la maggioranza al seguito. E' persa ogni speranza per le stampanti laser o a getto di inchiostro? Non ancora. Contestualmente sempre l'onorevole Massimilano Capitanio ha presentato un'ordine del giorno alla Camera dei Deputati, vincolante per il ministero competente, quello dell'interno. Eccolo: 

La Camera, premesso che:

le misure a sostegno contenute nel presente decreto riguardano principalmente la proroga dell'efficacia delle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 19/2020, e nel decreto-legge 33/2020, che hanno disciplinato, rispettivamente, l'applicazione delle misure per contrastare l'espandersi dell'epidemia ed il loro graduale allentamento in rapporto all'evolversi della situazione epidemiologica;

il continuo ricorso alla decretazione d'urgenza e con provvedimenti economici, fiscali, sanitari, etc, correlati all'emergenza epidemiologica, hanno inevitabilmente accantonato altre necessità di interventi legislativi come, ad esempio quello della digitalizzazione di alcuni atti dello stato civile. L'emergenza COVID ha mostrato a tutti le tragiche immagini di bare trasportate da convogli militari, ma quello che non si è visto in televisione è stata l'impossibilità per alcuni comuni di stampare gli atti di morte per via dell'utilizzo di un mezzo obsoleto quale quello della stampante ad aghi;

l'ufficio di stato civile è dotato di una stampante ad aghi, per produzione degli atti di stato civile, non attualmente riproducibili su stampanti laser causa dimensioni del formato dei fogli (già numerati e vidimati dalla Prefettura) dei registri di stato civile;

una stampante di questo tipo costa tra 800 e 1.000 euro, per 8.000 comuni sono 8 milioni di euro assolutamente inutili. Un'adeguata soluzione sarebbe stata quella di autorizzare le amministrazioni pubbliche locali ad inviare alle Prefettura gli atti di morte direttamente in formato digitale,

impegna il Governo

ad adottare iniziative, anche di carattere normativo nel primo provvedimento utile, volte ad autorizzare i Comuni a depositare presso gli Uffici Territoriali del Governo gli atti anagrafici e di stato civile in versione digitale.

Vi faremo sapere gli sviluppi, ovviamente non in triplice copia!