Mercoledì, 23 Settembre 2020

Se l'esercito è contro la giornata dedicata agli Alpini

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Non si finisce mai di imparare, è proprio vero. E' in discussione al Senato della Repubblica un Disegno di legge - primo firmatario il deputato Golinelli (Lega) insieme al suo collega di partito senatore Corti, per chi volesse approfondire è il numero 1371 - che propone l'istituzione di una giornata nazionale dedicata alla memoria e al sacrificio degli Alpini nella data del 26 gennaio per la ricorrenza della battaglia di Nikolaevka durante la tragica ritirata dal Don del 1943.

Se tra i più giovani lettori qualcuno non avesse memoria di cosa si parla, vada subito a leggersi Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi oppure Il sergente della neve. Ritorno sul Don di Mario Rigoni Stern.

Riprendendo invece il filo, fino a questo punto niente di strano. Magari curioso che nessuno ci abbia pensato prima in quasi 80 anni prima dei parlamentari Golinelli e Corti. La cosa davvero notevole è la levata di scudi che si è alzata nell'esercito contro questa proposta. Sono contrari, con toni anche offensivi, le associazioni dei paracadutisti, Assoarma e persino lo Stato Maggiore dell'Esercito - sì, abbiamo uno stato maggiore; lo giuro.

Sostanzialmente le colpe degli Alpini sono almeno due, oltre a quella atavica di esistere ancora: la prima di essere da sempre impegnati in attività di solidarietà apprezzate dagli italiani e la seconda di avere un forte spirito di corpo e una possente associazione che tiene vivi i legami. Vittima del loro successo popolare, anche se così non si può dire nelle gerarchie militari. Infatti viene da pensare che dopo aver di fatto distrutto alla fine della Guerra Fredda la specialità alpina nell'Esercito Italiano, lo stesso esercito vorrebbe ora anche cancellarne la gloriosa memoria.

Si può dire: vergogna?