Domenica, 21 Aprile 2019

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Startup, dal nanismo agli unicorni: esperienze a confronto

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Milano. I numeri parlano chiaro. Il report del Mise sulla situazione delle startup in Italia restituiscono una fotografia confortante ma indicano altrettanto chiaramente che c'è ancora tanto da fare.

"Startup, dal nanismo agli unicorsi: quali politiche per scale-up" è il tema del workshop che si terrà a Milano lunedì 18 giugno, dalle 18 alle 20, presso il Talent Garden di via Calabiana, 6. Promosso da La Scossa, l'evento metterà a confronto deputati, giornalisti e professionisti.

I DATI. La fotografia del fenomeno al 30 giugno 2017 rivela che le imprese iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese – condizione abilitante per l’accesso al regime agevolativo di startup innovativa – sono 7.398, 1.455 in più rispetto al 30 giugno 2016 (+24,5%), con una media di 253 nuove iscrizioni al mese nel primo semestre del 2017 (a fronte di una media storica di 172).

Rilevante è il “ricambio generazionale” che ha avuto luogo tra il 2016 e il 2017: circa 800 imprese diventate anagraficamente “mature” sono gradualmente fuoriuscite dalla sezione speciale a partire dal 18 dicembre 2016, per effetto della conclusione del cd. “regime transitorio” previsto dal d.l. 179/2012 (art.25, comma 3) a tutela delle società costituite prima dell’entrata in vigore della normativa. Con il passare degli anni, sempre più società risultano registrate come startup innovative sin dal momento della propria costituzione: al 30 giugno esse sono ben 3.939, fattore che evidenzia il progressivo radicamento della policy, anche per effetto della nuova modalità di costituzione digitale e gratuita.

In totale, il numero delle imprese transitate nella sezione speciale dedicata alle startup del Registro delle Imprese, vale a dire la somma delle imprese attualmente iscritte e di quelle fuoriuscite per scadenza del requisito anagrafico o per il venire meno di altri requisiti di legge, ammonta a 9.310. Un’analisi della demografia d’impresa rivela che il tasso di mortalità rimane generalmente molto basso: tra le startup innovative transitate nella sezione speciale solo il 3,2% risulta aver cessato l’attività di impresa. Più nel dettaglio, il tasso di sopravvivenza a due anni si attesta vicino al 95%, mentre a tre anni scende intorno al 90%.

PRIMATO AL NORD. Dal punto di vista territoriale, il 55,2% delle startup è localizzato nel Nord del paese (il 30,4% nelle regioni del Nord-ovest e il 24,8% in quelle del Nord-est), un quarto nelle regioni del Centro e un quarto nel Mezzogiorno. Le regioni che presentano la maggiore presenza di startup innovative sono Lombardia – di gran lunga la più popolosa con 1.695 startup innovative (il 22,9% del totale nazionale) –, Emilia-Romagna (810 imprese, il 10,9% del totale nazionale), Lazio e Veneto.

IL REPORT DEL MISE