Martedì, 20 Ottobre 2020

La carta che si riscrive, futuro prossimo venturo

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Dalla sua invenzione nel I secolo a.C. in Cina, la carta è stata il mezzo fondamentale per la diffusione delle informazioni, della cultura e della civilizzazione. E nonostante la digitalizzazione esponenziale avvenuta nell'ultimo mezzo secolo continua ad avere un ruolo chiave nelle nostre vite quotidiane. E' dimostrato scientificamente che l'interazione con la carta stampata, sia per chi legge che per chi scrive, attiva molto di più i nostri cervelli.

E' ormai una pratica diffusa quella di riciclare la carta, per ridurre l'impatto ambientale di un uso così massiccio della cellulosa necessaria a produrla. Ma cosa succederebbe invece se addirittura si potesse utilizzare lo stesso foglio per decine di volte? Sono in corso ricerche che coinvolgono l'Università della California e di Shandong per rivestrire in maniera semplice, economica e sostenibile ecologicamente la carta di uso comune, così da consentirne il riuso.

Il processo chimico non è ancora stabile ed è troppo presto per immaginarne l'industrializzazione. Inoltre funziona ancora solo con un colore, ma potrebbe portare nel volgere di un breve periodo a stampanti con luce ultravioletta, senza inchiostro, in grado di stampare e cancellare lo stesso foglio fino a 80 volte. Una bella novità, in grado di cambiare ancora una volta il mondo dell'editoria già oggi rivoluzionato dai dispositivi digitali per la lettura e dalla rivoluzione logistica di colossi come Amazon.