Lunedì, 29 Novembre 2021

Da Milano fino a Locarno e Venezia? Riaprendo i Navigli

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Milano città d'acqua. Un sogno? Piuttosto un ritorno alle origini. Dopo decenni di dibattiti sulla riqualificazione dei Navigli esistenti, esce dal Politecnico di Milano il progetto realizzabile e sostenibile (si parta di un intervento da 400 milioni di euro, ma che avrebbe ricadute miliardarie sulla città e sul turismo) per la riapertura totale dei Navigli che furono interrati tra il 1929 e i primi anni ’60.

Il progetto di riapertura della “fossa interna” è fattibile dal punto di vista architettonico e ingegneristico, ed è funzionale all’obiettivo della riqualificazione ambientale della città, della riorganizzazione del sistema dei trasporti e della mobilità urbana, per restituire a Milano il valore tradizionale di “città d’acqua”.

La realizzazione di questo progetto vorrebbe ripristinare il grande sistema idroviario milanese e lombardo, restituendo a questo sistema la funzione di trasporto, soprattutto di tipo turistico, dal Lago Maggiore e dal Lago di Como al Po verso Venezia e l’Adriatico.

"Questo progetto - spiega i promotori dell'Associazione Riaprire i Navigli - non promuove un’impossibile “ricostruzione” filologica ed antiquaria degli storici navigli bensì la “costruzione” di un nuovo paesaggio e nuove opportunità di sviluppo per la città, basati sulla sua storica struttura idroviaria".

Caratteristiche del progetto. Il progetto prevede la realizzazione del canale di circa 8 chilometri e mezzo, con 25 ponti, dalla Cassina de Pom, là dove il Naviglio Martesana si infossa sotto via Melchiorre Gioia, fino alla Darsena, percorrendo quindi tutta Via Melchiorre Gioia, poi via San Marco e quindi la cerchia interna e poi la conca dei Navigli. I Navigli saranno riaperti seguendo il senso dell’acqua, che entra in Milano provenendo dall’Adda e dall’attuale Naviglio Martesana. Il primo tratto lungo via Melchiorre Gioia verso via San Marco e via Pontaccio rappresenta una grande opportunità di riqualificazione della città sia nelle aree di più recente trasformazione, comprese quelle di Garibaldi-Repubblica, sia in quelle dove sono ancora evidenti i segni dei preesistenti Navigli, in via San Marco a valle e a monte della Conca dell’Incoronata. Da corso di Porta Vittoria a corso di Porta Romana il Naviglio è l’elemento di continuità di grandi funzioni civili della città: la Biblioteca centrale di Palazzo Sormani, il Palazzo di Giustizia, l’Umanitaria, i giardini della Guastalla, l’Università Statale di Via Festa del Perdono, gli edifici storici del Policlinico su via Francesco Sforza. L’attuale Cerchia dei Navigli potrà essere riservata al traffico dei soli residenti e al passaggio dei mezzi pubblici di superficie. Il traffico che attualmente usa la Cerchia come circolare interna può essere facilmente trasferito sulla Cerchia dei Bastioni delle Mura Spagnole, come peraltro già progettato e verificato dal Comune di Milano in sede di pianificazione del traffico negli anni 2003- 2006. Lungo le vie Francesco Sforza, Santa Sofia e De Amicis il Naviglio, correrà sopra la nuova Linea M4 del metrò e sovrappasserà senza problemi le Linee M1 e M3. Una parte fondamentale del progetto prevede la progettazione del tratto della Conca del Naviglio, nell’omonima via, come spazio pubblico urbano di riferimento per gli altri spazi e le aree a verde tutt’intorno, compresi i collegamenti pedonali verso l’arena romana fino al Parco delle Basiliche ed alla Darsena. La riapertura solleciterà la formazione di nuove zone pedonali che, integrate alle esistenti, comporranno la trama di reti di mobilità alternative all’automobile. Il servizio di trasporto turistico che si effettuerà con battello lungo i Navigli rappresenterà un’integrazione dell’offerta di mobilità. La riapertura dei Navigli consentirà di ripristinare il collegamento via acqua dall’Adda al Ticino. Una infrastruttura di circa 70 Km, in un paesaggio di rara bellezza, lungo la quale si potrà sviluppare una pista ciclabile tra le più estese d’Europa con tutte le attività di supporto e ricettività.  

Il dibattito politico. Il Vice Presidente del Consiglio regionale lombardo Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) ha depositato in Consiglio una mozione per chiedere al Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni di avviare un accordo di programma con il Comune di Milano al fine di arrivare alla totale riapertura dei Navigli lombardi, individuandola come opera strategica dei futuri assetti urbanistici della città e dell'intera Regione Lombardia.  L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro con la stampa alla Darsena di Milano al quale ha preso parte, tra gli altri, anche il Presidente dell'associazione "Riapriamo i Navigli" Roberto Biscardini. "L'obiettivo - ha detto il Vice Presidente Cecchetti - è riportare i 140 chilometri di Naviglio dal lago di Como a congiungersi col lago Maggiore. È un progetto bello, porta lavoro e rilancia l'economia. Dai dati che abbiamo costerà 400 milioni di euro. Expo è costato 2 miliardi e 200 milioni e ha portato benefici per sei mesi, con questo avremo un rilancio per tutta la Lombardia. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha parlato di un referendum, che però c'è già stato nel 2011 e ben 450mila milanesi votarono per il si. È Inutile farne un altro. Andiamo avanti". Per Biscardini "l'opera è un'opera di interesse regionale e quindi può partire col piede giusto solo se siedono al tavolo insieme Regione e comune". Per quello che riguarda i finanziamenti, Cecchetti e Biscardini chiariscono che per fare il progetto i finanziamenti pubblici debbano essere usati "in minima parte". A partecipare devono essere anche i privati, oltre al contributo dei fondi europei.