Domenica, 26 Gennaio 2020

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Tim-Open Fiber, la guerra della fibra

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Ora che il gioco si fa duro... A poche ore dalla approvazione della Risoluzione della Lega che, nei fatti, sblocca 1,3 miliardi per i voucher per la banda ultralarga, scoppia la guerra di posizionamento tra Tim e Open fiber. Oggi, in occasione del convegno 5g Italy a Roma, sono volate stilettata mai così penetranti.


L'affondo di Tim

Tim rivendica la sua leadership nelle tlc. Il gruppo si presenta come "l'unico attore in grado di garantire all'Italia un ruolo da protagonista" e l'ad Luigi Gubitosi affonda il colpo. Secondo il manager, "non e' piu' tempo di dibattiti infiniti e ipotesi fantasiose. Ora - dice - e' tempo di risultati concreti" per arrivare a chiudere il digital divide. In quest'ottica la combinazione tra Tim e Open Fiber "ha senso e andrebbe perseguita - ribadisce Gubitosi - ma se questo obiettivo non fosse condiviso Tim si fara' comunque carico di questa sfida cruciale per il Paese.  Fino ad oggi si conoscevano tre tipologie di architetture di rete - FTTC, FTTB e FTTH, si e' scoperto in un'audizione parlamentare che Open Fiber porta invece la fibra fino ad una media di 17 metri dall'edificio...creando cosi' un nuovo tipo di architettura indefinito che in Tim chiamiamo scherzosamente FTN - Fiber to Nowhere".

La replica di OF

"L'ingresso sul mercato di Open Fiber, con l'obiettivo di realizzare una rete nazionale in fibra ottica, in linea con le agende digitali italiana ed europea, ha fin dall'inizio generato un'accesa concorrenza da parte di Telecom Italia, che ha evidente interesse a preservare il valore delle proprie infrastrutture in rame e la sua posizione dominante". E' quanto si legge in una nota della societa' che replica alle affermazioni dell'ad di Tim, Luigi Gubitosi. "L'annuncio da parte di Tim di un progetto di acquisizione della societa', forse anche al fine di inglobare il pericolo concorrenziale e poter quindi ricostituire un monopolio in capo all'operatore verticalmente integrato", prosegue il comunicato, "appare un'ulteriore dimostrazione dell'efficacia del modello di business di Open Fiber. Si tratta di una operazione ne' auspicata dagli altri operatori sul mercato (che si sono espressi chiaramente in materia), ne' coerente con i principi di concorrenza. Oggi", si legge ancora nella nota, "Telecom Italia giunge a denigrare un modello di business, quello dell'operatore wholesale only (ovvero della rete dis-integrata, secondo l'espressione del suo As), il cui valore pro-competitivo e' stato invece riconosciuto - assieme a quello del coinvestimento aperto - nel recente Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche e che anche nell'ultima indagine congiunta di Agcom e Agcm aveva individuato come soluzione preferibile. Tale modello inoltre ha riscosso l'approvazione di tutti gli operatori del mercato italiano che hanno sottoscritto accordi con Open Fiber, fatta eccezione di Tim che - pur avendo manifestato l'intenzione di comprare numerose linee da Open Fiber - ancora non ha dato seguito alle sue dichiarazioni".