Giovedì, 21 Gennaio 2021

Dal 28 febbraio saremo davvero cittadini digitali?

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La cittadinanza digitale per tutti dal 28 febbraio con le misure urgenti per la semplificazione 

Le  misure urgenti per la semplificazione (Decreto legge 16/07/2020, n. 76, convertito con Legge 11/09/2020, n. 120) trattano molti temi, ma certamente una delle sezioni più importanti è quella relativa alla digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana.

In realtà, le novità rispetto al Codice dell’amministrazione digitale, approvato nel 2005 durante il governo Berlusconi dal Ministro Lucio Stanca (primo Ministro per l’innovazione e le tecnologie), sono poche, ma finalmente ci sono alcune conferme importanti.

Raccontiamo quindi quali saranno le principali innovazioni che interesseranno tutti i cittadini italiani a partire dal prossimo 28 febbraio e lo facciamo immaginandoci come dialogherà quel giorno un cittadino che dovesse presentare una pratica alla pubblica amministrazione.

Immaginiamoci la mamma di Leonardo che dovrà iscrivere il figlio a scuola e proviamo a porci alcune domande che ci aiutino a capire il cambiamento epocale al quale assisteremo.

Come fatto in tutti questi anni, Elena dovrà prender un permesso lavorativo per andare in Comune?

Elena non dovrà più recarsi in Comune a consegnare i moduli cartacei che ha preventivamente compilato. La pubblica amministrazione dovrà infatti mettere a disposizione dei cittadini strumenti informatici e telematici per presentare qualunque pratica da casa. Elena accederà quindi al sito internet del Comune e troverà tutte le informazioni per iscrivere il figlio a scuola utilizzando il suo computer.

Come farà la mamma di Leonardo a essere riconosciuta dal Comune utilizzando il suo computer senza recarsi presso gli uffici? 

La soluzione è ormai molto semplice. Potrà utilizzate la sua carta di identità elettronica, una carta nazionale dei servizi (per esempio la tessera sanitaria che tutti noi abbiamo in tasca), oppure il sistema pubblico di identità digitale, il famoso codice SPID. Il metodo più comodo è senza dubbio il codice SPID perché:

• non richiede l’acquisto di alcun dispositivo in cui inserire una smart card, ma è sufficiente digitare una username e una password online

• è gratuito e facile da ottenere presso tutti gli sportelli postali, oppure online su https://www.spid.gov.it

• è già molto diffuso in tutta la popolazione e i cittadini che oggi hanno chiesto e ottenuto SPID sono oltre 10 milioni (i dati dettagliati sono disponibili su https://innovazione.gov.it/it/progetti/spid) 

Accedendo con uno di questi sistemi al sito internet del Comune la mamma di Leonardo potrà quindi compilare tutta la pratica online.

Per pagare eventuali importi connessi all’iscrizione del figlio a scuola (per esempio la mensa) come potrà fare? 

Grazie al sistema dei pagamenti della pubblica amministrazione (PagoPA) Elena potrà pagare con carta di credito online, oppure stampare il bollettino PagoPA e pagarlo successivamente presso gli sportelli fisici abilitati (istituti bancari, poste, tabaccai, etc.).

Come farà a sapere se la pratica è stata accolta?

Le misure urgenti per la semplificazione stabiliscono che la pubblica amministrazione misurerà i tempi dei procedimenti amministrativi e informerà i propri cittadini. Elena potrà quindi essere sempre informata online dello stato della sua pratica.

E se Elena non ha un computer come potrà fare? 

Le pubbliche amministrazioni dovranno consentire l’utilizzo dei servizi digitali attraverso qualunque dispositivo mobile come per esempio uno smartphone o un tablet.

Con questo esempio (inventato, ma non troppo), abbiamo voluto raccontare quale sarà l’effetto dell’applicazione delle misure urgenti per la semplificazione, che finalmente svincolano il cittadino da un dialogo con la pubblica amministrazione che spesso vede il tempo e lo spazio come barriere, e che vanno nella direzione di riconciliare anche vita professionale e vita privata.

Tutto questo sarà possibile se, come previsto dalla norma, il responsabile della transizione digitale, che gli enti dovranno nominare, non sarà inteso come un burocrate, ma come una competenza in grado di facilitare e coordinare all’interno dell’ente pubblico le strategie di digitalizzazione del paese.

D’altra parte è bene ricordare che 5.498 Comuni italiani (il 69,47%) hanno meno di 5.000 abitanti e spesso non hanno risorse e competenze adeguate per porre in essere tutti gli adempimenti necessari per l’attuazione della cittadinanza digitale. È quindi necessario che l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) nella redazione dei propri regolamenti e nella loro attuazione avvii un confronto con gli enti locali, senza il quale il rischio è che, come più volte successo in passato, la cittadinanza digitale rimanga sempre parziale.